LUCA FONT – DOWN THE RABBIT HOLE

Quest’opera rappresenta il tuffo in una realtà alternativa, dove le fantasie di complotto prendono il largo per attraversare un universo costellato da indizi apparentemente rivelatori, grazie a quali è possibile giungere a personalissime o condivise teorie, che mettono in discussione il senso comune della verità, ristabilendone i connotati.

Non importa che queste illazioni si basino su prove del tutto opinabili e confutabili, incapaci di condurre a riscontri attendibili. Quel che conta, per i complottisti, è insinuare nell’opinione pubblica il sospetto che le fonti ufficiali non comunichino sempre la verità circa determinati avvenimenti storici, o relativamente allo sviluppo di nuove tecnologie.

Anche la pandemia causata dal coronavirus ha generato molteplici e disparate teorie del complotto, scatenando ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato con il neologismo “infodemia”: ossia la proliferazione e la diffusione di informazioni imprecise e poco accurate, se non addirittura di vere e proprie fake news. Che rendono particolarmente ostica l’individuazione di notizie che provengano da fonti attendibili.

Il murale indaga quindi l’ambiente in cui viviamo in termini sociali e psicologici, esprimendo come meglio non si potrebbe il concetto di “fuga dalla realtà”. Vediamo infatti una creatura oltrepassare un arco e rimanere solo in parte ancorata alla dimensione dalla quale proviene: i suoi arti anteriori, il suo collo e la sua testa sono già protesi in un altro universo, immaginario e parallelo. 

Analogamente a quanto occorso ad Alice nel romanzo di Lewis Carroll, la creatura sta per scivolare giù, nella tana del coniglio. Sta perdendo il contatto con la realtà, finendo in una spirale in cui diventa impossibile distinguere la verità da una fantasia, che è quasi sempre oscura e delirante.

Per continuare ad esplorare il pozzo senza fondo delle fantasie cospirative, delle realtà alternative e della paranoia globale, l’artista consiglia la lettura del libro di Wu Ming 1, “La Q di Qomplotto”, che fa opportunamente riferimento anche a “Il pendolo di Foucault”, romanzo di Umberto Eco.

(Andrea Lucente)

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