Le origini sul colle
Le prime comunità si insediano in posizione difensiva e panoramica sulla costa.

Il borgo antico, le chiese, le tradizioni popolari.
Montesilvano nasce sul colle, in posizione panoramica e difensiva. Solo nel Novecento la marina cresce fino a diventare una delle destinazioni più riconoscibili dell’Adriatico.
Il percorso culturale tiene insieme chiese, architetture del Novecento, memoria ferroviaria, luoghi civici e tradizioni popolari.

Le prime comunità si insediano in posizione difensiva e panoramica sulla costa.
Il toponimo Mons Silvanus compare nelle fonti medievali legate ai possedimenti benedettini.
Mura, torri e chiese definiscono la parte alta della città.
L’autonomia amministrativa segna la nascita della città moderna.
Il lungomare cresce con alberghi, colonie marine e turismo balneare.
Montesilvano unisce mare, eventi, cultura urbana e spazi per l’accoglienza.
Le schede mostrano un testo breve; apri solo quelle che vuoi approfondire.

Costruita 1938-1939 per i Fasci di Combattimento, vincolata come bene culturale, è rinata grazie alla gestione dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Nell’estate del 2026 è diventata un polo didattico-culturale per la ricerca, con spazi espositivi, aule e aree aperte alla città. Un simbolo storico che ha ripreso il volo, tra architettura audace del Novecento e futuro innovativo davanti all’Adriatico.
L’edificio è richiamato nei materiali storici IAT come una delle presenze architettoniche più riconoscibili del litorale, legata alla memoria delle colonie marine e alla crescita turistica della città.

Opera strategica per decongestionare il traffico sulla Statale Adriatica, è stata intitolata al membro dell’Assemblea Filomena Delli Castelli perché è stata sindaca di Montesilvano ed è nata a Città Sant’Angelo.
Punto di riferimento architettonico contemporaneo, è ideale per foto panoramiche, sport all’aperto e per scoprire il confine naturale tra i due comuni: un must per chi ama infrastrutture modernamente spettacolari e funzionali.
La foce del Saline è anche un punto di lettura paesaggistica: qui si incontrano mobilità, natura, confine fluviale e accesso verso la costa nord.

Hub per treni regionali e intercity verso Pescara (distante solo 7-10 minuti), Ancona, Bologna e il Sud Italia, con collegamenti frequenti e accesso facile al lungomare (distante solo pochi passi).
Struttura moderna e funzionale con biglietteria, sala d’attesa, parcheggi e vicinissime fermate dei bus. È l’ideale per comodi arrivi e partenze di villeggianti che vogliono combinare mare e treno!
La stazione ha accompagnato lo sviluppo di Montesilvano Marina, rendendo più semplice il collegamento con Pescara e con la dorsale adriatica.

All’interno si possono scoprire plastici modellistici dettagliati, materiale didattico e sezioni interattive. È il terzo museo ferroviario sulla costa adriatica dopo Trieste e Lecce, perfetto per un tuffo nella storia del treno abruzzese e italiano. L’ingresso è gratuito.
Orari e info: Aperto ogni domenica dalle 10.30 alle 12.00 con ingresso libero. Visite su richiesta per gruppi e scuole.
Il percorso museale è collegato alla storia della ferrovia Adriatica e alla memoria della stazione di Montesilvano. È adatto anche a famiglie, scuole e appassionati di modellismo ferroviario.

Presenta uno stile neoclassico con influenze del ventennio fascista: facciata tripartita in muratura semplice, movimentata da specchiature e paraste, portale centrale inquadrato da modanature dentellate, campanile in stile tardo-razionalista e pianta rettangolare classica con richiami tardobarocchi.
Interno sobrio ma accogliente, con elementi decorativi d’epoca e atmosfera serena, è un importante punto di riferimento per tutta la comunità, situata in posizione centrale vicino al lungomare e ai servizi cittadini. Ideale per chi cerca un tuffo nella storia religiosa locale, una pausa di pace o semplicemente per ammirare un edificio iconico del Novecento abruzzese.

Nel 1226, con l’arrivo dei padri carmelitani, essa assume l’intitolazione che conserva tuttora e diventa il riferimento spirituale dell’insediamento rurale che sorge tutt’attorno al complesso conventuale.
“Villa Carmine” sta infatti a significare “centro agricolo intorno al convento del Carmine”. All’interno, sotto l’ultimo arco a destra dell’altare, un’iscrizione datata 1468 fa riferimento a un’apparizione della Madonna che non trova altre attestazioni e, più che a un evento miracoloso, potrebbe riferirsi all’arrivo dell’immagine della Madonna Nera esposta dietro l’altare, che potrebbe essere coeva alla scritta.
Particolare è l’acquasantiera, che non trova nessun riferimento stilistico in zona e sembrerebbe rifarsi a stilemi medievali dell’Italia Centrale, sulla quale è scolpito un sacerdote che asperge acqua benedetta con una fronda di canna, come si usava un tempo.
Le colonne che dividono la chiesa in tre navate sembrano emergere solo parzialmente dalla recente pavimentazione e questo farebbe pensare a smottamenti dal colle sovrastante e alluvioni nella vallata che avrebbero sepolto l’originale piano di calpestio.

Le prime testimonianze scritte sull’abitato risalgono al XII secolo, ma le origini sono molto più antiche, probabilmente risalenti all’Età del Bronzo (II millennio a.C.), e fu abitato con continuità durante l’epoca italica e quella romana. In epoca medievale Montesilvano Colle, fortificato con una cinta muraria e un castello ora scomparso, faceva parte di una rete di difesa che controllava la valle del fiume Saline.
Ancora oggi il borgo conserva il tipico impianto medievale, con le case in mattone che si affacciano su strette stradine mentre tutt’attorno sono ancora visibili tratti delle antiche mura di cinta.
Un tempo centro strategico per il controllo della costa, oggi è un luogo ideale per scoprire la storia, l’arte e lo splendido paesaggio di ampia parte del territorio abruzzese, con ampie vedute panoramiche sia sul mare che sui massicci montuosi più grandi dell’Appennino.

Il palazzo presenta una sobria facciata in stile neoclassico, caratterizzata da linee semplici, armoniose e proporzionate. Il portale d’ingresso in pietra locale è sormontato da un balcone centrale, elemento tipico delle dimore aristocratiche dell’epoca. Gli interni, un tempo arricchiti da arredi eleganti e decorazioni in stile tardo settecentesco, conservano ancora oggi tracce della raffinatezza originale.
Oltre al suo valore architettonico, Palazzo Delfico rappresenta un importante riferimento storico per Montesilvano: testimone della vita civile e culturale del paese nei secoli passati, oggi contribuisce alla valorizzazione del centro storico come polo di identità e memoria collettiva.

La chiesa, anticamente annessa a un convento francescano, fu fondata negli anni Venti del XIII secolo dopo un passaggio di San Francesco d’Assisi. Smottamenti e crolli fecero sì che delle tre originarie navate della chiesa rimanesse solo quella centrale, sopravvissuta fino a oggi, nella quale si trovano diversi lacerti di affreschi dipinti in un arco temporale che va dal XIII al XIX secolo.
Nello spazio che porta alla sacrestia, a destra dell’altare, sono poste due statue in cartapesta leccese del primo Novecento raffiguranti il Cristo Morto e la Madonna Addolorata, ancor oggi utilizzate durante la processione del Venerdì Santo.
Il luogo è legato alla devozione popolare e agli appuntamenti che animano periodicamente Montesilvano Colle.

Si tratta di un rilievo collinare arido con vegetazione scarsa, ma proprio per questo regala scorci aperti e infiniti sul mare e sulla costa. Coronato da una grande croce visibile da lontano (ricordo di un evento religioso del passato, un mancato miracolo del 1992 che aveva attirato fin lì sopra folle oceaniche), è raggiungibile tramite sentieri e strade secondarie.

Nell’interno ad aula unica si conserva sul lato destro la pregevole statua lignea policroma di una Madonna del Latte in Trono con Bambino di scuola umbro-toscana, risalente all’epoca rinascimentale, originariamente collocata presso la chiesa della Madonna della Neve, mentre accanto all’altare, sempre sul lato destro, è posta una statua lignea ottocentesca raffigurante l’Arcangelo Michele, titolare della chiesa, armato di spada in quanto condottiero delle armate celesti e con una bilancia nella sinistra, che ricorda il suo ruolo di pesatore delle anime dei defunti.
Nel racconto del borgo antico, la chiesa rappresenta uno dei riferimenti identitari del Colle e della tradizione religiosa locale.
Processioni, devozione popolare e momenti comunitari legati alla tradizione cittadina.
Il borgo si anima con celebrazioni, canti, stand gastronomici e rievocazioni.
Un appuntamento identitario che unisce tavola abruzzese, socialità e vita estiva.
Mercatini, presepi e fiaccolate accompagnano il periodo natalizio.